I cattolici del Pd, i valori e quel terrore di perdere il posto

Quello sollevato dal Foglio è un dibattito molto interessante, ma l’aspetto dirimente della questione è capire se stiamo parlando di valori oppure di poltrone. Perché se stiamo parlando dei primi, l’universo cattolico all’interno del centrosinistra è ricco e non lo credo in conflitto su questo punto. Guai se qualcuno si credesse portatore di valori cristiani più nobili di altri. di Roberto Reggi
11 AGO 20
Immagine di I cattolici del Pd, i valori e quel terrore di perdere il posto
Quello sollevato dal Foglio è un dibattito molto interessante, ma l’aspetto dirimente della questione è capire se stiamo parlando di valori oppure di poltrone. Perché se stiamo parlando dei primi, l’universo cattolico all’interno del centrosinistra è ricco e non lo credo in conflitto su questo punto. Guai se qualcuno si credesse portatore di valori cristiani più nobili di altri, essi possono essere o meno condivisi ma non credo si possa parlare di diverse aree cattoliche all’interno del Pd e del centrosinistra portatrici ognuna di valori alti, o meno alti rispetto ad un’ampia condivisione comune. Soprattutto sui valori evangelici o pragmatici (dossettiani o degasperiani) credo che tutti noi abbiamo una storia comune. Personalmente l’ho incominciata negli oratori ed è poi proseguita nell’attività di volontariato e politica. Alcuni sono arrivati ad assumere ruoli di responsabilità-chiave nell’ambito del partito e anche delle istituzioni.
Ecco, i valori che si devono portare avanti anche in questi ruoli sono quelli che parlano di una politica come servizio verso la comunità e, in primis, verso gli ultimi. Questi devono essere i valori condivisi. Poi, se un politico in questo contesto guarda a Dossetti, La Pira o Don Milani poco importa: sono figure che rappresentano un orizzonte di valori nei quali non ci si può non riconoscere. Invece, credo che il tema di fondo sia quello della perdita di sovranità politica di una classe dirigente di politici cattolici. Ho paura che il casus belli, semmai, sia questo. Non credo che nel centrosinistra sia temuto Matteo Renzi perché minaccia i valori evangelici portati avanti dalle figure-chiave citate in precedenza. Matteo rappresenta questi valori quanto loro, guai se qualcuno sostenesse il contrario. Ma che ci sia una certa preoccupazione da parte della vecchia classe dirigente che si fa portatrice delle istanze del mondo cattolico, questo lo capisco bene. Se Matteo vincerà la sfida di rinnovamento e cambiamento che ha lanciato alla politica italiana credo sia naturale che da quel momento si porrà come riferimento per un’area cattolica di centrosinistra. I valori non sono in discussione, ma in un’ottica di rinnovamento della classe dirigente lanciata da Matteo e dalla sua politica è evidente che alcuni posti chiave occupati da politici d’area cattolica siano in discussione. Ed è questo a far paura ad una parte dei dirigenti del mio partito. E ad innescare dei commenti dal livore spesso fuori luogo contro Matteo.
di Roberto Reggi (coordinatore della campagna delle primarie di Matteo Renzi)